La scelta del tema dell’apparizione di Maria SS. del Ponte nella fonte, presso la città di Caltagirone, come filo conduttore del Grest è dovuta a varie motivazioni che partono dalla tradizione della diocesi e arrivano a sottolineare, attraverso i contenuti, la figura di Maria, quale segno di vicinanza e sostegno nelle nostre vite. Ad agosto 2022 si celebrerà il 450° anniversario dell’apparizione di Maria nella fonte. Questo fatto, storicamente accaduto e documentato, trova molta devozione nella tradizione popolare calatina. Per centinaia di anni, di generazione in generazione, è stato tramandato, ed è ancora vivo nei cuori, il racconto della prima apparizione ad una bambina sordomuta. È stato un pittore a tradurla in immagine e a trasmetterne l’essenza: Maria tiene in braccio Gesù e si fa vedere riflessa nella fonte da chi, essendosi accostato alla confessione, si trova riconciliato con Dio. Maria e la STELLA che comparirà negli anni successivi del 1572, sono segno vivo che la Madre Celeste è sempre presente nelle nostre vite e consegna ai giovani la certezza che esiste un futuro nel Cielo, se si tende, ogni giorno, ad esso. Scopo di questo Grest, quindi, è quello di comunicare che Maria e Gesù sono PUNTI FERMI su cui poter contare e su cui costruire il proprio futuro, in un tempo storico in cui è difficile per i ragazzi operare scelte durature e affidabili. Maria con la sua vita e le sue scelte è un esempio per tutti, ma in particolare lo è per i giovani e i ragazzi. È MADRE, DONNA che, ogni giorno, si adopera per la propria famiglia affinché non manchi nulla. In modo particolare è una GIOVANE che si fida di Dio e del futuro che le promette. Maria viene umiliata, etichettata, perché accetta di vivere una gravidanza, cioè di accogliere una situazione “fuori” dalle norme consolidate, difficile da credere e da far rientrare in categorie umane Maria, però, persevera nella sua scelta consapevole: è sicura del suo cuore sincero. Nel corso degli anni, questo suo atteggiamento la mostrerà in tutta la sua autenticità di donna che, forte della sua fede, sa riconoscere le sofferenze e le gioie delle persone a lei vicine, sa arrabbiarsi, quando è opportuno, sa, soprattutto, PREGARE con costanza giacché è chiaro nella sua mente, che solo la preghiera ci può orientare al bene. CHIEDE con umiltà e si AFFIDA a Dio in ogni circostanza, consapevole che da sola non può farcela. Inoltre parla poco affinché emerga Dio prima del suo “io”, prima che, col suo protagonismo, tolga spazio all’altro e alle sue meraviglie. Come Maria che si mette in viaggio per stare insieme alla cugina Elisabetta, quasi giunta al parto di Giovanni Battista, così noi con questo Grest speriamo di comunicare sia l’ESSERE INSIEME che il FARE INSIEME. Nel percorso della Chiesa italiana, questa proposta estiva si inserisce in un cammino di approfondimento sulla dimensione e il metodo della SINODALITÀ. Questo stesso sussidio è un lavoro sinodale perché scritto a più mani da educatori e giovani di varie parti della diocesi. I contenuti e le attività programmate sono pensati per gruppi di animatori e ragazzi che pensano, fanno, sono…INSIEME!
Tutto ciò comporta pazienza e riguardo per i tempi e i limiti di ciascuno, ma anche stima ed accettazione verso i più abili, creatività e ricchezza provenienti dalla relazione con l’altro.